Fare architettura nel Settecento. Alle origini della professione liberale

Riferimento: 9788865486870

Editore: DeriveApprodi
Autore: Favaro Francesca
In commercio dal: 10 Luglio 2026
Pagine: 224 p., Libro in brossura
EAN: 9788865486870
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Descrizione

Come lavorava un architetto nel Piemonte del Settecento? In solitudine, come una archistar ante litteram, o attraverso una bottega la cui gestione era complicata almeno quanto il cantiere? Il progetto era pura invenzione o aveva a che fare con i vincoli, i desideri e la burocrazia del suo tempo? Il libro risponde a queste domande, seguendo le tracce dell'architetto torinese Bernardo Antonio Vittone (1704-1770). Racconta le storie intricate di tre delle sue molte realizzazioni - un collegio, un monastero di clausura e una chiesa di campagna - attraverso i documenti prodotti prima, durante e dopo il cantiere. Mentre le tre storie prendono forma, l'architetto appare come uno dei tanti attori sulla scena: lo vediamo, giunto in cantiere dopo un lungo viaggio a cavallo, maneggiare lettere, contratti e istruzioni, e negoziare con monache e parroci intransigenti, sindaci parsimoniosi e maestranze volubili. Viene così costruito il ritratto di un professionista «moderno», che produceva documenti prima che architetture, incarnando le complessità di un mestiere che, in quel periodo, si stava ridefinendo profondamente.
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