Schede umanistiche. Rivista semestrale dell'Archivio Umanistico Rinascimentale Bolognese. Vol. 38/2

Riferimento: 9788865486566

Editore: DeriveApprodi
Collana: DA University Books
In commercio dal: 12 Marzo 2026
Formato: Libro in brossura
EAN: 9788865486566
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Descrizione

Il volume si apre con gli interventi di Lucia Floridi, sugli epigrammi attribuiti a Luciano di Samosata, e di Silvia Mattiacci, sull'VII libro delle Metamorfosi di Apuleio, che partono da prospettive di lavoro differenti per cogliere punti di contatto inattesi e soluzioni condivisibili che riguardino questioni filologiche o testi già riccamente commentati. Passando alla prima modernità, il fascicolo procede con due contributi dedicati a Luigi Pulci: mentre Luca Degl'Innocenti si dedica al Morgante, Alessio Decaria affronta i più trascurati testi minori del poeta fiorentino. Il dittico mostra come un commento intratestuale sia imprescindibile per opere complementari. Dopo il contributo di Federico Baricci, dedicato a Folengo e al suo Baldus, che dà conto di quanto sia impegnativa l'edizione di un'opera cosi sofisticata per tradizione del testo e per spessore linguistico, si passa a due articoli dedicati a Tasso. Il primo, di Tancredi Artico, offre l'esempio di come l'esegesi antica della Liberata possa essere utilmente impiegata nei commenti moderni; il secondo, di Rosario Lancellotti, si avvale di alcuni postillati del poeta di Sorrento per illustrare come le abitudini di Tasso lettore si riverberino sulle sue scelte d'autore. Si passa poi a un caso estremamente interessante con il contributo di Maria Cristina Cabani e Andrea Lazzarini, che portano l'esempio dell'edizione critica e commentata della Secchia rapita, impresa particolarmente complessa per l'articolata storia editoriale e per l'intrinseca componente parodica dell'opera. Il fascicolo si chiude con i contributi dedicati a Marino. Il primo, di Beatrice Tornei e Marco Landi, restituisce l'esperienza dell'edizione della Galeria, frutto della collaborazione tra filologi, letterati e storici dell'arte. L'ultimo saggio, di Sara Stifano, pone invece l'accento sulla necessità di considerare le arti visive per commentare e comprendere l'Adone.
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