Ibsen, poeta del diavolo tra Marx e Freud

Riferimento: 9791256091331

Editore: Edizioni di Pagina
Autore: Alonge Roberto
Collana: Due punti
In commercio dal: 26 Gennaio 2026
Pagine: 360 p., Libro in brossura
EAN: 9791256091331
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Descrizione

La definizione di Ibsen quale poeta del diavolo è del suo compatriota norvegese Jon Fosse, recente Premio Nobel per la Letteratura, dunque non sospetta. Basta peraltro scrutare uno qualunque dei 12 diabolici drammi per accertarne la bontà esegetica. Solness, figlio di contadini, sposa un'ereditiera di cui violenta le aspirazioni materne e sfrutta la ricchezza per diventare un grande costruttore edile, benché privo di studi da architetto. Abusa quindi di una bimba di 12-13 anni, Hilde, che ne resta non traumatizzata ma sedotta, tanto da andare a ricercarlo, dieci anni dopo, per strapparlo alla moglie. Ibsen ha tratti patriarcali e persino maschilisti, e in Hilde anticipa taluni accenti crudeli delle ninfette di Balthus e della Lolita di Nabokov, ma è anche lui (prima ancora di Pirandello e Cechov) unfemminista a sua insaputa, per il quale il maschio è sempre peggio della femmina. È però il solo a muoversi tra Freud e Marx, dunque l'unico in grado di cogliere anche la violenza di classe del protagonista della società del capitale di fine Ottocento, sebbene affascinato dalle sue doti di lavoro energia dinamismo. Sembra esaltare la trasgressione ma sa che delitto chiama castigo, e punisce con la morte Solness e gli altriself-made men del suo teatro, tutti spiriti infernali, che commerciano con i demoni al servizio dei loro desideri. L'ambiguità è la cifra della sua scrittura, auto-tutela per chi vive dentro la civiltà vittoriana, torbida di pulsioni inconfessabili, ma repressa e ipocrita.
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