Oltre l'emergenza. Resilienza e trasformazioni dell'ordine sociale

Riferimento: 9791254866986

Editore: Pacini Editore
Autore: Cascione G. (cur.)
Collana: Collana di studi su politiche dell'emergenza
In commercio dal: 25 Maggio 2026
Pagine: 232 p., Libro in brossura
EAN: 9791254866986
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Descrizione

Negli ultimi anni la resilienza si è imposta come una categoria centrale nel lessico politico, istituzionale e mediatico, fino a divenire uno dei principali dispositivi concettuali per comprendere e governare le crisi contemporanee. Invocata come promessa di continuità e capacità di risposta in un contesto attraversato dall'instabilità, essa orienta programmi di governo, politiche di sicurezza e narrazioni pubbliche che mirano a rendere l'incertezza compatibile con l'azione. Proprio questa diffusione trasversale, tuttavia, ne accresce l'ambiguità semantica e normativa, esponendo il concetto al rischio di funzionare come parola chiave generalizzata, capace di mascherare scelte politiche e conflitti distributivi. Il volume muove da tale ambivalenza, assumendo la resilienza sia come categoria politico filosofica sia come razionalità di governo. In dialogo con la storia dei concetti, essa viene letta come sintesi di esperienze e aspettative collettive. Il libro indaga le implicazioni antropologiche e normative del paradigma resiliente, interrogando lo spazio del giudizio politico che si apre tra esperienza e aspettativa, memoria del passato e responsabilità verso il futuro. La crisi emerge così come un luogo privilegiato di ridefinizione del politico e delle condizioni della convivenza. Il riferimento al paradigma immunitario consente di mettere a fuoco una tensione strutturale delle politiche contemporanee di sicurezza; proteggere la vita implica anche limitarla, modulandone esposizione e vulnerabilità attraverso strategie di inclusione ed esclusione. Rifiutando tanto l'adozione acritica quanto il rigetto pregiudiziale della resilienza, il volume distingue i diversi livelli sui quali essa opera (istituzionale, sociale, soggettivo e infrastrutturale) mostrando come, a seconda dei contesti, possa funzionare sia come tecnologia di depoliticizzazione, sia come risorsa per l'immaginazione e la trasformazione politica. Ripensare la resilienza significa allora sottrarre la crisi al registro dell'inevitabile e ricollocarla nello spazio conflittuale della scelta e della responsabilità comune.
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