L'isola è donna. Lavoro e immagine femminile a Capri nell'Ottocento

Riferimento: 9788860911612

Editore: Edizioni La Conchiglia
Autore: Esposito Riccardo, Esposito Renato, Sorrentino Vincenzo
Collana: Haliotis
In commercio dal: 06 Settembre 2025
Pagine: 104 p., Libro in brossura
EAN: 9788860911612
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Descrizione

Catalogo della omonima mostra promossa dalla Fondazione Serena-Messanelli-Zweig e ospitata presso i locali della stessa Fondazione dal 5 settembre al 5 ottobre 2025. Ferdinand Gregorovius nel 1856 scive «Le ragazze di Capri sono più graziose che belle. I loro lineamenti hanno spesso qualcosa di singolare. I tratti del viso, dalla fronte bassissima, sono regolari e spesso di nobile impronta, gli occhi d'un nero scintillante o d'un grigio opaco. La carnagione scura, i capelli neri, il fazzoletto che avvolge il capo, i coralli e i pendenti d'oro danno loro un aspetto orientale. Spesso nella isolata Anacapri, vidi fisionomie d'una selvaggia e singolare bellezza, e quando scorgevo uno di quei volti, dai capelli arruffati, dalle nere sopracciglie, finemente deliniate, gli occhi nerissimi spalancati, mi sembrava di guardare il viso d'una Danaide. A Capri invece s'incontrano anche volti che assomigliano a quelli dipinti dal Perugino e dal Pinturicchio e la cui espressione è piena d'una melanconica esaltazione». Perché melanconica? Nelle parole dello scrittore tedesco si ribadiva che questa decantata bellezza nascondeva sempre una melanconia, una pucundria sottile. I pittori vivevano perennemente nel loro incanto mentre le donne, le modelle, erano consapevoli della realtà del disincanto, della finzione. Ai pittori più che rappresentare la fatica, il sudore delle donne, interessa esaltare la sensuale plasticità dei corpi oggetto del loro desiderio. Un perenne alternarsi d'incanto e disincanto.
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