Bernardo Zendrini, liberale, letterato e germanista nell'Italia unita

Riferimento: 9788871647425

Editore: Ibis
Autore: Lavezzi G. (cur.), Castellozzi M. (cur.)
Collana: Studia ghisleriana
In commercio dal: 27 Febbraio 2026
Formato: Libro in brossura
EAN: 9788871647425
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Descrizione

Nato a Bergamo nel 1839 in una famiglia di intellettuali liberali, Bernardino Zendrini si iscrisse a Pavia alla Facoltà di Giurisprudenza. In contatto con gli ambienti della Scapigliatura milanese, collaborò al Figaro diretto da Arrigo Boito ed Emilio Praga finendo tuttavia per giudicare negativamente la poesia di quest'ultimo, di cui rifiutò soprattutto l'anti-manzonismo. Esponente del celebre salotto Maffei, fu sostanzialmente critico verso l'esterofilia letteraria della Scapigliatura, preferendovi la poesia tardo-romantica di Giuseppe Giusti e Aleardo Aleardi. Svolse la propria carriera come docente liceale, poi come professore di lingua e letteratura germanica all'Università di Padova e di lingua e letteratura italiana all'Università di Palermo, dove morì di vaiolo nel 1879. Ricordato negli annali della storia letteraria soprattutto per la polemica critico-letteraria intrattenuta con Giosue Carducci, operò tuttavia una interessante ricerca metrica e formale, esercitata specialmente nella nota traduzione dei Canti di Heinrich Heine (la terza e definitiva risale all'anno della sua morte). Zendrini risulta però ancora privo di un'attenzione monografica che ne indaghi da vicino le vicende biografiche e, soprattutto, l'opera di poeta, di critico e di teorico della lingua. Il convegno svoltosi Pavia, presso il collegio Ghislieri si proponeva pertanto di creare gli strumenti fondamentali per lo studio di una figura di sicuro spicco nel panorama culturale post-unitario, da cui gli atti contenuti in questo volume.
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